29) Benda. Particolare e universale.
Gli intellettuali una volta avevano il culto degli universali, ma
il chierico moderno ha compiuto un capovolgimento dei valori. In
ci Benda vede la fine della cultura greca e il trionfo di quella
tedesca.
J. Benda, La Trahison des clercs [Il tradimento dei chierici,
1927].

 Il culto del particolare e il disprezzo dell'universale  un
rovesciamento dei valori che caratterizza l'insegnamento del
chierico moderno in maniera generale e che egli proclama in un
ordine di pensiero ben pi elevato di quello politico. Si sa che
la metafisica adottata da venti anni da quasi tutti coloro che
pensano o fanno professione di pensare colloca come stato supremo
della coscienza umana quello - la durata - nel quale arriviamo
ad afferrare ci che c' di pi individuale in noi, di pi
distinto da tutto ci che non  noi, e a liberarci da quelle forme
di pensiero (concetto, ragione, usi linguistici) attraverso le
quali non possiamo conoscerci se non in ci che ci accomuna agli
altri; si sa che pone come forma superiore della conoscenza del
mondo esterno quella che coglie ogni cosa in ci che ha di unico,
di distinto da ogni altra e ha solamente disprezzo per la mente
che cerca di scoprire enti generali. Tocca al nostro tempo di
vedere questo fatto fino ad oggi sconosciuto, almeno nella misura
in cui lo vediamo noi: la metafisica che predica l'adozione del
contingente e il disprezzo dell'eterno. Niente ci mostra meglio
quanto sia profonda nel chierico moderno la volont di magnificare
il lato reale, - pratico - dell'esistenza e di sottovalutare
quello ideale o pi propriamente metafisico. Ricordiamo che questa
venerazione dell'individuale , nella storia della filosofia,
l'apporto di pensatori tedeschi (Schlegel, Nietzsche, Lotze),
mentre la religione metafisica dell'universale (unita anche a un
certo disprezzo dello sperimentale)  soprattutto un'eredit
lasciata dalla Grecia allo spirito umano; cosicch anche in
questo, e in ci che ha di pi profondo, l'insegnamento del
chierico moderno segna il trionfo dei valori germanici e il
fallimento dell'ellenismo.
Infine vorrei segnalare un'altra forma, e non delle meno
interessanti, che assume nei chierici questa predicazione del
particolarismo: mi riferisco alla loro esortazione a considerare
qualsiasi cosa solo in quanto  nel tempo, vale a dire solo in
quanto costituisce una successione di stati particolari, un
divenire, una storia, e mai in quanto, fuori dal tempo, in
questa successione di casi distinti, si presenta come permanente;
intendo soprattutto alludere alla loro affermazione secondo cui
solo questo modo di vedere le cose sotto l'aspetto storico 
serio,  filosofico, mentre il bisogno di vederle sub specie
aeternitatis  una forma del gusto infantile per i fantasmi e fa
sorridere.
J. Benda, Il tradimento dei chierici, Einaudi, Torino, 1976 2,
pagine 131-133.
